Steve è morto, Jobs vive

Steve era l'uomo, con le suo fortune e le sue sfortune, con i suoi successi e con i sui flops, con i suoi amici e i suoi 'quasi' amici, con le sue glorie e con i suoi drammi, fino all'ultimo, grande.

Jobs vive come idea, col suo motto che resterà a lungo nel futuro, con l'esempio di caparbietà nell'affrontare i 'grandi', con il suo sogno visionario, ma ben realizzato, di accoppiare tecnologia e bellezza, funzionalità ed eleganza, esclusività e diffusione.

Thank you and keep up the good Jobs.

5 Ottobre 2011




Elogio di una persona comune
in memoria di Filippo Raciti

Non conoscevo Raciti, ne mai lo conoscerò più. Non so chi fosse, se una brava persona o una così così; dopo la morte tutti diventano santi. Una cosa credo però di saperla: non era un eroe. Di eroi ce ne sono stati pochi in passato e pochissimi ai nostri giorni. Era una persona normale: la migliore per la propria famiglia, la persona amata per la moglie, un caro amico per i propri amici, ma al di fuori della cerchia di conoscenti, nessun altro lo conosceva. Adesso è famoso, senza averlo cercato.
Ne abbiamo fatto un'eroe, come tanti altri recentemente, perchè è morto facendo il suo lavoro. Tanti purtroppo muoiono lavorando, in cantiere, sulle strade, nelle fabbriche, ma non sono eroi, solo disgraziati.
Cosa fa quindi di Raciti una persona diversa?
Era una persona che aveva scelto, o potuto, fare un certo mestiere. Perchè di mestiere si tratta; non credo alla vocazione e alla missione. Alla sera, al rientro a casa, tornava ad essere marito, padre, figlio come tanti altri, con tutti i piccoli e i grandi problemi di tutti. Ne abbiamo fatto un simbolo, e questo è sbagliato. E' lo stesso ragionamento che fanno quei poveri deficenti che l'hanno ucciso. Quello che questi disgraziati dovrebbe pensare (se ne sono capaci, e con la loro sola testa) è quello che dovrebbere dire i media: era una persona che svolgeva un lavoro; forse pesante, a volte pericoloso (ma molti poliziotti si annoiano), sicuramente non gratificante, visto che spesso, molto spesso, i risultati di questo lavoro sono vanificati da cavilli e avvocati.
L'averlo ucciso non è una grande impresa; non hanno distrutto un simbolo, ma una persona.
Non hanno perso i Buoni, ma solo la sua famiglia.
Se i suoi assassini potessero, e volessero, riconoscere questo, riconoscere che il loro obiettivo era una persona come loro, forse, e ripeto forse, potremmo fare un passo avanti. I bastardi hanno applaudito mentre caricavano la Polizia: terribile. Ma anche applaudire ai funerali è per me terribile. Il dolore che provano in quei momenti i familiari è immenso, e non può essere mitigato dalla 'solidarietà' di sconosciuti. La solidarietà andrebbe forse dimostrata in tutti gli altri giorni, quando vediamo intorno a noi cose che non dovrebbero esistere ed essere tollerate (gli striscioni inneggianti all'odio e i muri ricoperti di infamie). Perchè non interveniamo prima, con coraggio civico, per dununciare queste situazioni?
E per finire: Catania non vergognarti. Non sei diversa da tante, forse tutte le altre città. Italiani vergognamoci! Politici vergognamoci! Ma già...adesso avete preso in mano la situazione 'a muso duro' e con 'tolleranza zero'...siamo a posto.
Cari famigliari e amici di Raciti: non posso capire il vostro dolore, come non capisco quelli di chi perde un figlio, padre, marito. Capisco il dolore che ho provato io in situazioni simili; forse è di più, forse di meno, sicuramente è tanto. Non posso quindi esprimere quelli frasi troppo spesso vuote di condoglianze, solo augurarvi di trovare al più presto quella accettazione di un nuovo stato di vita.

DISGUSTADOS

E' evidente il riferimento al movimento spontaneo e popolare degli Indignados.
Non perchè sia contrario all'iniziativa, anzi avrei voluto esserne l'iniziatore.
E nemmeno per l'accaduto a Roma grazie a Black Bloc non identificati (!?) e inevitabili (!!??); i commenti a questi fatti li lascio all'esercito dei media, così bravi a mostrare immagini e a non dare 'spiegazioni'.
No, il disgusto nasce dall'osservare come in Italia si riesca a trasformare un'idea, nuova, globale e traversale, nell'ennesima marcia politicizzata, senza carica emotiva e senza idee.


Le immagini:

bandiere rosse (di partito) e bandiere della Pace; quasi nessun cartello con scritte di protesta e di motivazione della presenza in piazza.
Facce sorridenti (prima dei Black Bloc), da allegra scampagnata nella bella giornata romana.
Ben diverso il quadro visto a New York: gente incazzata, nessuna bandiera politica, tanti cartelloni di protesta e inviti, abbastanza da capire il significato della manifestazione anche senza conoscerne i retroscena.


Le interviste:

"Lei perchè è qui ?"
- "Per protestare contro la disoccupazione"
- "Per il rinnovo dei contratti"
- "Perchè il governo non si muove"
- "Berlusconi a casa" (questo onestamente non l'ho sentito, ma lo posso immaginare)
...

Tutto lecite e anche valide rivendicazioni: ma cosa c'entra il movimento degli Indignados ?
Qual'era l'obiettivo della marcia ? I modelli economici globali e la speculazione finanziaria internazionale, oppure il governo Berlusconi?
Quale giornalista ha chiesto a qualcuno (o magari l'hanno fatto e poi tagliato il pezzo): per cosa protestano gli Indignados ? cosa chiedono ?
Il luogo:

A New York, ma anche a Londra, Parigi, Tokyio e tante altre metropoli, il luogo prescelto è stato davanti alle sedi delle Borse, le Finanziarie, le grandi 'corporation' bancarie e assicurative cha hanno contribuito a portarci dove siamo.
In Italia no; la sede della Borsa italiana è a Milano, e anche le sedi di grandi gruppi finanziari. Qui le proteste sono stare minime e inosservate.
Ma a Roma è meglio: il clima è migliore, le strade di prestano maggiornamente alle marce, i romani sono abituati a questi piccoli disagi, ci sono i 'luoghi del potere' (come se il Ministero dell'Economia italiano potesse influire più di un raffreddore sull'economia globale).
E allora pigliamocela, parlando ancora dei famigerati Black Bloc, di cui poi non parlerò più, con le vetrine della filiale locale di una banca sconosciuta, sicuramente più dannosa di un Murdoch.
Bruciamo cassonetti e auto, simboli imperialisti della Standard & Poors.
Scagliamo i sanpietrini contro la Polizia, lunga mano di Moody's.
Distruggiamo la statua della Madonnina, immagine iconia di Finch.
Persino i Black Bloc (avevo giurato di non nominarli più, mannaggia) non sanno qual'era l'obiettivo.
...o forse lo sapevano molto bene, difatti chi parla più in televisione delle motivazioni della protesta ?
Sicuramente alle "tre sorelle", almeno in Italia, questo ha fatto comodo.
Per non parlare dei nostri cari Partiti (di tutto l'arco e oltre) a cui non è parso vero avere qualcosa con cui distrogliere attenzione da situazioni scabrose.

Un minimo di decenza avebbe voluto che qualche insigne rappresentante della nostra democrazia spendesse pochi minuti per dire se era favorevole (e come) o contrario (e perchè) a questo movimento che ribolle nelle budella mondiali.
Invece l'importante era sapere se la partita Roma-Lazio avrebbe risentito dell'accaduto.


Sono 'disgustados' ? Certo.

P.S. se avessi potuto partecipare a una manifestazione vera, avrei avuto un mio cartellone con scritto: "Non c'è futuro per i Futures"






Oggi Tema...

A scuola era la frase che più angosciava... ancora più di "oggi interroghiamo" !
Soprattutto alle superiori, perchè i 'titoli' diventavano sempre più ostici e intellettuali (e io non lo sono mai stato).
Pensandoci adesso credo (o mi illudo) che dipendesse dal dover scrivere su qualcosa che non sentivo mio, una forzatura a pensare ed esprimermi su argomenti imposti.
Risultato: finite le scuole non ho più scritto ... è ora di rifarmi!
Però sto ancora riflettendo.

Per il momento alcuni degli argomenti di cui mi piacerebbe scrivere:



I Telegiornali: se li conosci li eviti

Prendiamo in esame i due TG nazionali più importanti, TG1 e TG5 (per 'par condicio), in particolare l'edizione delle 20.30, credo la più seguita. Durano entrambi 30 minuti, suddivisi in media in questo modo:

  1. 10 minuti: politica italiana
  2. 10 minuti: cronaca
  3. 5 minuti: esteri
  4. 3 minuti: fatti esileranti
  5. 2 minuti: autocelebrazione di propri programmi
  6. 2 minuti: cultura, se proprio non ci sono argomenti al punto precedente

Dal che se ne deduce:

  1. La Politica (maiuscola, per carità!) è più importante di tutto (tranne alcune banali evenienze tipo lo Tsunami) e, soprattutto, interessa tanto e a tutti gli italiani.
  2. La cronaca va abbastanze bene, quando non è incentrata tutta su un singolo avvenimento
  3. Esteri: male, molto male...dei problemi in casa sua del sig. Bush e, ancora di più, della bella fidanzata del principino inglese, non me ne frega niente.
    Credo che si siano almeno altri 150 stati dove succede qualcosa, ma cosa?
  4. La corsa attraverso il fango da qualche parte nel mondo può essere simpatica e curiosa, ma forse nello striminzito TG nazionale in prima serata ci andrebbe altro (è vero che bisogna accontentare tutti!).
  5. Questo poi è stupendo: perchè usare lo spazio giornalistico (?) - anche pubblico - per far sapere che seguirà il nuovo sceneggiato? Non bastano i 20 spot giornalieri? ed è proprio necessario (deontologico, mi verrebbe da dire) comunicare quotidianamente l'indirizzo WEB del TG (con la possibilità di rivedersi il servizio sulla fidanzatina d'Inghilterra!)
  6. Meglio che niente dirà qualcuno...però l'intervista a Tamara Baroni porta utili solo a lei (è un nome conosciuto, di successo, e di sicuro il suo nuovo libro sarà in evidenza in tutte le librerie; intervistare un autore/autrice 'emergente' potrebbe interessare anche a qualche curioso lettore

Cosa cresce

Politica italiana - quando c'erano 3 partiti, si intervistavano 3 onorevoli; adesso 40. Ci sarebbe anche da chiedersi perchè il segretario di un partito 'minore' (<3% dei voti) sia sempre intervistato mentre altri, più votati, siano meno presenti. Oltretutto va a periodi: quando le potenzialità politiche del grande intervistato (non faccio nomi, ma ne ho 3 sulla punta di penna!) sono in calo viene sostituito da un altro.
Terminologia - abbiamo finito gli aggettivi: dopo 'polemica' (citata almeno 2 volte al giorno nei TG), 'emergenza' (per me l'emergenza è qualcosa che non si poteva prevedere, non l'accumularsi di rifiuti in Campania), 'terrore' e 'incubo' (si alza un fil di fumo su un traghetto e...track, arriva l'incubo - neanche avessero mangiato un dosa doppia di 'caseula' prima di dormire!)
Dopo di ciò, cosa mai si potrà usare per attirare l'attenzione?
E poi... quando si introducano parole nuove perchè fanno figo, come 'governance', forse sarebbe utilie spiegare cosa significano anche a chi non legge ilSole24Ore tutti i giorni... oppure, meglio, evitarle.


Cosa manca

Spiegazioni - nell'affrontare un nuovo filone (sono sempre filoni, è vero? d'inchiesta (?), la nostra informazione non informa; cita sempre 'fonti autorevoli', a volte perfino 'esperti' (mamma, perchè non mi hai fatto studiare da Esperto?), ma non ti forniscono un minimo conoscenza per capire di cosa si parla e perchè un certo fatto succede. Se invece si parla di argomenti scientifici, allora si ne vengono fuori delle belle (purtroppo ne ricordo al momento solo una: 'per arrivare fino alla galassia più vicina ci vuole 1 milione di anni'..!!! alla velocità della luce, forse!).

Conoscenza - La maggior parte del mondo ci rimane nascosta. E' possibile che in altri 140 stati non accada nulla di più importante dell'ennesimo sciopero della fame? ... magari c'è in giro anche qualche bella notizia!
...a proposito: perchè non eliminare la sezione 'Cosa c'è di bello stasera dopo il TG' e sostituirla con: 'La bella notizia di oggi' - rubrica per tirarsi su il morale e dare qualche esempio positivo.
Informazione - la lascio per ultima per l'importanza.
Per definizione (mi sembra) l'informazione dovrebbe essere 1)veritiera, 2)completa e 3)imparziale.

Sul 'veritiera' non dico molto per non essere citato in giudizio (certo che quando un TG afferma che il maggior indiziato di una strage è il marito (genero/padre), viene dichiarato che i sospetti - di chi? - si accentrano su di lui e poi si scopre che non era nemmeno in Italia... allora, o le fonti sono stupide, oppure non sono nemmeno state contattate) ***
Sul 'completa' è difficile dare un giudizio perchè bisognerebbe sapere che cosa manca (anche qui però...se un'intervista viene tagliata a metà di una frase, come faccio sapere cosa ha aggiunto/chiarito/motivato l'intervistato? L'imparzialità invece non esiste proprio, e nemmeno credo possa esistere: il riferire i fatti 'nudi e crudi' senza un'aggiunta di 'opinione' è certamente 'sovrumano'; da qui ad aggiungere dichiarazioni esplicite e personali ce ne corre. E non mi riferisco solo alle 'opionioni' politiche dei soliti TG di parte, ma anche alle 'piccole' cose di tutti i giorni; mi è rimasto impresso un giornalista TV che proclamava la presenza di una nebbia fittissima, da crere impedimenti al traffico, mentre alle sue spalle si vedevano sfrecciare in lontananza auto e Tir.


Cosa sparisce

La memoria storica di fatti ecclatanti (grande scalpore) poi dimenticati. Dalla Mucca Pazza alla SARS e all'Aviaria, per non dimenticare le grandi tragedie accadute (e purtroppo continuano) nel mondo, alle guerre, alle carestie. Che fine hanno fatto? cosa è stato fatto per rimediare a da chi? la situazione è migliorata o no?
Però ci ricordiamo, ce li ricordano sempre, gli omicidi di Marta Russo, della contessa vattelapesca, di Cogne(!)... Questo mi fa venire l'idea di aprire sul sito una rubrica sul sito: Che fine hanno fatto?

Conclusione

Non so se telespettatori dei telegiornali siano in aumento o in diminuizione e neppure, cosa più importante, se essi vengono 'seguiti' o lasciati in sottofondo per non perdersi le ultime notizie sul Cetriolone o su Lapo (ma chi è costui?... un ex-drogato forse? ... e gli facciamo pure pubblicità gratuita nel TG pubblico!... ne ho conosciuti tanti meno famosi!).
Quello soprattutto che mi chiedo ad ogni nuova puntata è: ma quanti prendono per buono tutto ciò che gli viene detto? ... quanti sono soddisfatti di quello che propinano? ... quanti sentono la mancanza di alternative ?



I Politici prendono mai la metropolitana ?

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Il senso civico e sociale: come si impara ?

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